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Contratto di locazione e animali domestici: come funziona?

Contratto di locazione e animali domestici: come funziona?

Cani e gatti sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Ma cosa accade quando si decide di prendere una casa in affitto? 

L’amore per gli animali è una costante nelle famiglie italiane, molte delle quali non possono fare a meno dei propri amici a quattro zampe.

Dal più comune cagnolino al canarino, tutti sono soggetti a regole ed eventuali restrizioni in merito alla loro presenza in casa. Viene da sé che in un’abitazione di proprietà non c’è alcun problema nel godere della compagnia di uno o più animali domestici, dato che si deve rendere conto a nessuno della loro presenza. 

Il discorso cambia invece se si parla di animali domestici in presenza di un contratto di locazione. 

A questo proposito, la domanda più frequente è: può un contratto di locazione vietare la presenza di animali domestici? O impedirci di prenderli in futuro? 

Contratto di locazione e animali domestici: che cosa prevede la Legge Italiana?

La risposta ci giunge direttamente dalla Legislazione Italiana. 

In particolar modo l’articolo 1138 del Codice Civile stabilisce che le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici

Quindi chiunque abiti in un appartamento all’interno di un condominio, può continuare a tenere in casa il proprio animale, senza alcun tipo di problema.   

Situazione diversa se, invece, è il locatore ad impedire all’affittuario la presenza di amici a quattro zampe all’interno della propria abitazione, sia questa in condominio o a solo, a patto che il contratto di locazione contenga espressamente una clausola che impone tale divieto.

Se quest’ultimo non viene chiarito nell’accordo, allora l’inquilino è libero di tenere con sé nel proprio appartamento un cane, un gatto, un pappagallo o qualsivoglia animale domestico.

Di conseguenza, qualsiasi minaccia o veto a livello verbale da parte del locatario non potrà sfociare, per legge, in alcuna procedura di sfratto. E l’animale potrà restare tranquillamente al proprio posto.

Ricordiamo inoltre che, specialmente in condominio, è sempre buona norma attenersi a quelle che sono le regole generali in presenza di animali, come ad esempio far indossare la museruola e il guinzaglio all’interno degli ambienti comuni. 

Quali sono le conseguenze per chi non rispetta il contratto?

Ma cosa accade, invece, se l’inquilino tiene in casa uno o più animali domestici nonostante il divieto espresso nel contratto con il locatario? A cosa va incontro?

In questo caso, può essere attivata la procedura di sfratto. Questa però sarà completamente diversa e decisamente più lunga di, ad esempio, una “normale” procedura di sfratto per inadempienza al pagamento dell’affitto. 

Inoltre, è bene ricordare che, qualora il locatario decidesse di introdurre un divieto in merito alla presenza di animali nell’ambiente già preso in affitto dall’inquilino, entrambe le parti sono tenute a discutere un nuovo contratto in merito.

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Elisabetta Senesi

Titolare dell’Agenzia Pegaso Immobiliare

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